Vasco Errani, noi non dimentichiamo

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Nuovo commissario #terremoto Vasco Errani. Nel 2012 diceva: ”niente container e tempi di ricostruzione rapidi, in Emilia non succederà quello che è successo all’Aquila”.

Ora in centro Italia dirà: niente container e tempi di ricostruzione rapidi, qui non succederà quello che è successo in Emilia e all’Aquila? Noi non dimentichiamo.

Vittorio Ferraresi

Vespa, Delrio e i terremoti che creano lavoro

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Non volevo crederci quando ieri sera mi hanno invitato a guardare questo video.
Ma purtroppo ho dovuto constatare con i miei occhi che, l’altra sera a #PortaaPorta, il #terremoto sia diventato il volano dell’economia.
Bruno Vespa: “Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe fare”;
Graziano Del Rio: “Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà PIL”;
Bruno Vespa: “Darà lavoro ad un sacco di gente”.

Menomale che in studio, Armando Zambrano, Presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, ha detto che, con i soldi impiegati per riparare i danni dei terremoti, avremmo potuto mettere in sicurezza la stragrande maggioranza dei fabbricati che hanno dei problemi.
Allora, forse, avremmo potuto evitare anche le stragi di tanti innocenti. E questo viene prima di qualsiasi economia perché la vita umana ha un valore inestimabile. Non ce lo dimentichiamo.

Dario De Falco, consigliere comunale MoVimento 5 Stelle Pomigliano d’Arco

Fa condannare la Deutsche Bank e rifiuta otto milioni di dollari

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di 

Whistleblower è colui che denuncia attività illecite del posto in cui lavora. In genere, dall’interno delle istituzioni. Da qualche anno il termine ha esteso il suo significato anche alle istituzioni finanziarie, alle banche, alle società di Borsa. Almeno da quando una importante legge negli Stati Uniti ha fissato alcune regole sull’argomento. La legge si chiama Dodd Frank ed è stata varata nel 2011 per cambiare le regole a Wall Street dopo i grandi scandali finanziari del 2007-2008. All’interno di questa legge si prevede che chi denuncia ha diritto ad un premio. Un premio non piccolo.

La lettera del signor Ben Artzi

Qualche giorno fa sul Financial Times è apparso un commento non consueto. Il signor Eric-Ben Artzi, un “whistleblower”, raccontava la sua esperienza di ex dirigente della Deutsche Bank che aveva spiegato alla Sec, l’organismo di vigilanza sulle società di Borsa degli Stati Uniti, i meccanismi di cattiva gestione da parte dei dirigenti della Deutsche Bank stessa. Solo che – come spiega nella sua lettera – Eric-Ben Artzi non pensa che sia colpa di Deutsche. La sua opinione è che sia colpa di alcuni manager della stessa banca.

La multa

Quando nel maggio 2015 la Sec impone una multa di 55 milioni di dollari alla Deutsche, a lui – secondo la legge Dodd Frank – spetterebbero circa 8 milioni di dollari. Ma lui – colpo di scena –  li rifiuta. E lo spiega al Financial Times. Scrive che secondo lui ad essere multati dovevano essere i manager. E ipotizza anche il motivo per cui non sono stati multati.

Che fine hanno fatto i manager Deutsche?

Robert Rice, che era a capo della unità investigativa interna della banca, divenne capo del consiglio della Sec nel 2013. Robert Khuzami, capo del team legale della Deutsche, divenne capo di un dipartimento della Sec. Il loro capo, Richard Walker, pure è andato a lavorare alla Sec. Le “porte girevoli” che esistono in molti ambienti del capitalismo americano per loro hanno funzionato alla perfezione. Quei manager sono passati dalla Deutsche Bank alla alla Istituzione che indagava su di essa senza nessun problema.

Come si dice nel giornalismo anglosassone, sia Deutsche Bank che Sec hanno “declinato ogni commento”.

La scelta di Artzi

Artzi ha concluso la sua lettera scrivendo che i cattivi amministratori ci sono in ogni posto al mondo, e che quello che cambia le cose è una giustizia che funzioni, ovvero che punisca i cattivi amministratori. Ha rifiutato oltre 8 milioni di dollari e – spiega – ne avrebbe avuto sicuramente bisogno. Non ha rifiutato per motivi religiosi (è cresciuto tra Israele e Stati Uniti e non è praticante di alcuna religione). E’ tornato a vivere in Israele, dove guadagna molto meno di quello che guadagnava alla Deutsche. E spera che la sua decisione di rifiutare il premio sia da esempio per qualcun altro.

La Costituzione della famiglia Italia non si cambia #IoVotoNO

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Se una famiglia avesse una Costituzione come potrebbe essere rappresentata la riforma Renzi-Boschi?
E il referendum?

Il cortometraggio in chiave ironica legato ai pericoli della riforma e al referendum costituzionale.
‪#‎referendumcostituzionale‬ ‪#‎iovotono‬

Così il governo sta affossando la ricerca

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ricerca

di Elena Fattori, M5S Senato

Human Technopole, nuove biotecnologie per l’agricoltura, progetto genomi, sono solo alcuni dei più lampanti esempi di come all’interno del mondo della ricerca ci sia una guerra in atto per la corsa ai finanziamenti.
A colpi di articoli sulla stampa, interventi in aule parlamentari, guerre sui social, tutto il mondo della ricerca sta mettendo in atto uno scontro fratricida.
Ormai si proclama in maniera autoreferenziale la propria autorevolezza e la propria “maggiore” competenza rispetto agli altri, spesso solo per giustificare l’ottenimento più o meno trasparente di fondi pubblici.
Federico Infascelli, da sempre scienziato apprezzato e critico verso gli OGM, viene coinvolto in una vicenda nella quale sembrerebbe aver falsificato alcuni dati della sua ricerca che andava decisamente in verso contrario all’uso di OGM. Senza nemmeno aver appurato la sostanzialità del fatto, tutta la stampa e il movimento scientifico in favore del transgenico, sono insorti contro lo scienziato della Federico II urlando allo scandalo. Poco tempo dopo il Ministro dell’agricolturaMaurizio Martina, in sede di legge di stabilità, destina 21 milioni di euro a non meglio identificati progetti riguardanti le nuove biotecnologie in agricoltura, con particolare riferimento a genome editing e cisgenesi. Queste nuove tecniche altro non sono se non la più recente evoluzione della tecnologia OGM che proprio il Ministro Martina ha combattuto in passato, ma che oggi ne diventa baluardo politico/amministrativo.
Capofila politica in favore degli OGM è la Senatrice Elena Cattaneo che è stata pochi mesi fa, conarticoli su “La Stampa” al centro di una polemica che la colloca effettivamente nella situazione imbarazzante di far parte di una commissione giudicante sull’erogazione di soldi pubblici al “Fondo Genomi” e al contempo di essere una degli scienziati nel novero della INGM (Istituto Nazionale di Genetica Molecolare), ente privato di ricerca proprio di Genomica. Lei però smentisce e sostiene di non lavorare per la INGM ma di avere “solo” il suo laboratorio/studio all’interno della sua struttura. Nell’ultima finanziaria al fondo genomi verranno assegnati 15 milioni di euro per i prossimi tre anni, grazie all’approvazione di un emendamento che inizialmente in commissione fu presentato proprio dalla Senatrice Cattaneo, accantonato e poi ripresentato alla Camera con il consueto gioco delle tre carte. Insomma legislatrice, giudicante ed esecutrice. Una e trina.

Altro flusso di denaro importante coinvolge l’IIT e il progetto Human Technople per il post expo

La vicenda IIT è oramai nota, un miliardo e mezzo in 10 anni annunciati da Renzi per la costituzione dello human technopole, un centro di ricerca nell’area expo, hanno scatenato l’inferno di botte e risposte sui giornali e dossieraggi poco nobili. Ne ha fatto le spese Pier Giuseppe Pelicci, noto per gli studi di ricerca sulle leucemie e messo alla gogna per il suo studio sulla proteina P66 che i media hanno intitolato “L’elisir di lunga vita” accusandolo di usare questo studio per fare leva sul Governo ed entrare nell’affaire Human Technopole. Una lettera sottoscritta da 200 tra scienziati e strutture di ricerca in sostegno del professor Pelicci hanno tentato di scardinare l’accusa iniziale, tra l’altro sottolineando come lo studio pubblicato non ha avuto nessun contro articolo scientifico che ne smentisse la portata. Intanto però l’eco iniziale ha fatto il giro dell’opinione pubblica. I soldi che ogni anno sono stati devoluti all’IIT nell’ultimo decennio, corrispondono alla medesima cifra assegnata per i PRIN, cioè i fondi per i progetti universitari e creano uno scompenso non giustificabile. Renzi lo ha paragonato al Planck tedesco, ma nella sua ignoranza non sa che è la Società Fraunhofer che si occupa della ricerca applicata e che supporta in modo sistematico i collegamenti tra scienza e industria.

In tutto questo poco nobile litigio per la spartizione dei denari il Governo naviga in acque tranquille, continuando a schivare un impegno serio per il rilancio della ricerca italiana fatta da programmazione a lungo termine, snellimento delle procedure di reclutamento che possano far prevalere il merito sul clientelismo, condizioni attrattive per i ricercatori che ottengono fondi europei, l’istituzione presso gli atenei di uffici seriamente impegnati nell’ ottenimento di fondi europei e l’istituzione di una agenzia italiana per la ricerca richiesta a gran voce da tutti la promozione di istituti di ricerca pubblico/privato che attraggano sostanziali quote di fondi privati. E poi, per il post expo lo human technopole che avrà uno spazio pari allo zero virgola di quelli cementificati nella grande fiera, diventa un potente e utile specchietto per le allodole per passare sotto silenzio il destino della maggior porzione dell’area.

Portavoce alla Camera M5S